lunedì, novembre 01, 2010

Archivio Vitrotti Milano




Archivio Vitrotti Milano, voluto, gestito e curato da Giorgio Vitrotti.

Molte delle informazioni sono disponibili online all'indirizzo www.vitrotti.it

Sono stati creati anche degli spazi su myspace e facebook a titolo di naming protection

myspace.com/vitrotti

http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/vitrotti/364593995651

have a nice black & white day

mercoledì, giugno 09, 2010

FORZA ITAGLIA | Bagni Itaglia





Alcuni anni fa, prima della scesa in campo del partito di Berlusconi, Marco Testa tappezzò l'Italia con una pubblicità che "urlava" Fozza Italia (l'immagine sicuramente aiuta).

Io oggi, che non sono Marco Testa e non sono pagato da un partito che dopo poco salì al governo, urlo

FORZA ITAGLIA

Tutto nasce a Ceriale, ridente cittadina in provincia di Savona, nella Liguria di ponente, dove Anna e Mario, insieme con la mitica Mamma, gestiscono uno stabilimento balneare. Fin qui nulla di nuovo, anzi abbastanza scontato, siamo in riviera!!!

La differenza viene fatta dalla professionalità e dalla cura con cui lavorano e, se devo esser sincero, anche dalla meravigliosa posizione che offre angoli di assoluto relax con vista meravigliosa

Sono tantissimi anni che vado in Liguria e posso dire di conoscerla abbastanza bene e non solo da un punto di vista morfologico.

I Bagni Itaglia non sono solo uno stabilimento balneare, bensì un fantastico e luculliano ristorante in riva al mare, con un servizio bar ineccepibile.

Teniamo in considerazione che io scrivo solo quello che mi piace e lo faccio all'insaputa di tutti, soprattutto dei diretti interessati, pertanto questo post (come quello del K2) non è una classica marchetta.

spero che la foto trasmetta ciò che le parole non riescono a fare (o meglio io non sono capace a trasmettere con le parole ;-)

giovedì, maggio 27, 2010

K2 via Stoppani 15 - Milano

Come non scrivere una piccola breve ma importantissima recensione sul mitico K2 a milano.

Massimo e Andrea si dividono la gestione della sala con tempi e metodi unici. Il bello è arrivare un pochino prima o fare tardi (un pochino dopo) per potergli rubare due parole in libertà (sono mitici e non è tanto per scrivere ...)

Il cibo è fantastico e ... .tenevi forte ... sono gli unici che io conosca che all'arrivo del fantomatico EURO hanno preso il loro listino e correttamente hanno diviso i prezzi.

Il locale è sempre pieno, la prenotazione è assolutamente consigliata

Il menù è completo e ricco, di solito io prendo antipasto K2 (il prosciutto crudo è tagliato a mano) e il mitico filetto, se sono fortunato aggiungo i fiori di zucca ;-)

non aggiungo altro perché bisogna provare non parlare

Un grazie a Massimo e Andrea

mercoledì, aprile 21, 2010

UN COGLIONE DI NOME GP

Un giorno mi ritrovai in una selva chiara e glabra...

Il contrasto è ovviamente voluto, come volute sono azioni e conseguenti reazioni di una persona sveglia, intelligente, furba fa (le qualità in relazione all'utilizzo e al funzionamento dei neuroni potrebbero continuare).

E' difficile, con una simile premessa, dichiarare di non sapere cosa si stia facendo (vivendo) o non saper dare una spiegazione ad azioni e reazioni, soprattutto se ripetute nel tempo, che presuppongono cambi voluti e ponderati di abitudini (con un fine preciso) e di mezzi.

Tutto gira intorno ad un Gran Premio che, per comodità e per puerile soddisfazione personale, chiamerò "GPC" acronimo che aggiunge un epiteto colorito e ovviamente perfettamente adeguato alle prime due lettere.

Tutto inizia con un GPC, con uno scopo, un obiettivo, una mission con collaboratori, motori, viaggi e tutto ciò che rende grande il GP. Nulla di strano fino a qui, ne parlano giornali, riviste, telegiornali, blog etc. Tutto come da copione.

MA...

UN GIORNO.....

ACCADDE QUALCOSA...

le regole del gioco cambiano, gli obiettivi pure, i modi e metodi di lavoro e di comunicazione altrettanto e sopratutto i contenuti che si mescolano con la mission originale e iniziano a perlustrare altre zone, altre aree, evidentemente molto più stimolanti e interessanti, visto che piano piano e in modo sempre più insistente diventano parte attiva della routine quotidiana ed entrano...


Fino a qui tutto normale?

It's difficoult to eat watching u, scriveva il saggio mentore GPC durante una normale giornata di lavoro (per la precisione era un business lunch o meglio chiamato pranzo di lavoro, dove di solito è il dovere che predomina e non solo il piacere, ma impossibile resistere alla tentazione, l'unico modo per combatterla è cedere, parafrasando un famoso scrittore gay con una intelligenza e immaginazione creativa uniche al mondo)

E' solo un gioco, come la vita, la tua di vita, ora non solo è difficile mangiare, ma alzarsi, lavorare, pensare, camminare, dormire, respirare, guidare, leggere, telefonare, riposare, scrivere ecc ecc ecc ecc .....


Sono tanti i momenti di piacere da esemplificare in un GPC beato il Gran Premio perchè malgrado tutto e tutti rimane sempre in auge, sempre sfarzoso e magico come il primo giorno

martedì, gennaio 19, 2010

10 Regole per i Social Media nella Comunicazione d’Impresa

Riporto pari pari un articolo che ho ritrovato, questa volta sul sito della società dag comunicazione, professionisti di livello (già solo per come curano il loro sito) del mercato della comunicazione italiano nello specifico si occupa di e-PR.
(rif. fonte: http://www.dagcom.com/index.php/archives/1855)

In una dello loro news hanno riportato le 10 regole che i guru dei social media si sono dati (e hanno deciso di seguire) come sempre si ritrova il "buon senso del buon padre di famiglia" stra citato nei testi di diritto. buona lettura (è riferita al sottoscritto ovviamente che dopo un veloce copy & paste si rimetterà a leggerle con attenzione prima di andare a nanna).

1 – Questione di fondo

Non importa che cosa dice il mondo della pubblicità e se il capo pensa che la vostra azienda abbia bisogno di fare un po’ di più che “roba da social media”: la questione è che cosa è realmente significativo per la vostra strategia (e tutte le attività dei social media lo sono). Se la vostra società si occupa di armi, non è probabilmente una buona idea quella di vantarsi di un nuovo contratto con il governo di uno dei paesi più poveri dell’Africa su Twitter. Allo stesso modo, una pagina fan su un prodotto assicurativo non sarà la più popolare su Facebook cosi come i video su You Tube che mostrano le meraviglie della chirurgia plastica non potranno mai attirare solo commenti positivi. Quindi, prima di impegnarti in attività di social media, tieni sempre presente la domanda e gli strumenti da utilizzare, e assicurati che ciò sia fatto secondo la logica degli utenti potenziali.


2 – Preparati
Tu potresti
pensare che se inizi a postare sul vostro sito aziendale o su blog esterni le migliori ricette legate al cioccolato che producete, il tuo pubblico sarà in gran parte costituito da casalinghe comuni.
Sbagliato. Non consideri il fatto che invece negli utenti potrebbe essere presente un numero consistente di attiviste che si preoccupano di quanto paghi i tuoi produttori di cacao.
Prima di partecipare a conversazioni online affronta tutti i tuoi problemi, prepara le risposte alle domande più difficili e assicurati che tutti i tuoi dipendenti che entreranno nel mondo del Web 2.0 a nome della vostra società siano formati su questi temi
. Se ti trovi ad affrontare domande troppo complicate o delicate, o criticità per le quali la vostra azienda non ha ancora una risposta, torna al punto uno e chiediti se i social media sono davvero quello che fa per te.


3 – Pianifica
Dato che i social media sono in gran parte costituiti da dialoghi con i tuoi stakeholders, vi è ben poco da poter pianificare. Ciò però non deve diventare una scusa per non pianificare affatto. Poiché sarai impegnato in conversazioni, e potrà capitarti di perderti e farti travolgere da esse, è importante avere una strategia a cui fare riferimento, e degli obiettivi pre-definiti che possano aiutarti a decidere, in qualsiasi momento
, l’azione (o la non-azione) più efficace. Inoltre, la pianificazione potrà aiutarti a valutare in maniera realistica le risorse necessarie da impiegare nei social media. Se stai utilizzando i social media per la prima volta, una buona regola è quella di raddoppiare la vostra previsione di bilancio e se il budget è superiore alle tue possibilità, occorre ridefinire la vostra strategia o tornare al punto uno e chiedersi: i social media sono davvero ciò che mi serve? …


4 – Monitorare

Il fatto che voi abbiate deciso, dopo un’attenta valutazione, di dedicarvi solo ai blog (perché Twitter non è la vostra passione o perché pensi che i tuoi dipendenti spendano troppo tempo su Facebook o My Space), non vi esenta dal dover monitorare tutti gli altri siti di social media. Le reazioni alle tue attività potrebbero provenire, infatti, da qualsiasi community. Sia se che utilizziate un’agenzia sia che sfruttiate strumenti web gratuiti, assicuratevi di avere una copertura totale della rete.


5 – Essere autentici
Ti verrebbe mai in mente di parlare con una persona a una festa allo stesso modo in cui lo faresti ad una riunione nella tua azienda?

La partecipazione ai social media richiede di utilizzare al meglio le tue abilità sociali e, anche se lo stai facendo per la vostra azienda, di condirle con un po’ della tua personalità.

Definisci quanta della tua personalità è necessaria in un processo di apprendimento, anche se la maggior parte di noi possiede già una spiccata capacità di valutazione per stabilire la giusta misura. Nella autenticità, così come in ogni altra cosa, può aiutare stabilire delle regole e dei limiti. So che ciò può sembrare inizialmente restrittivo ma definire chiaramente dei confini ti permetterà di essere a tuo agio nell’iniziare una conversazione. Vuoi un esempio? Dai un’occhiata al modello di linee guida presenti sul sito web della BBC.

6 – Non restare ancorato al Web 1.0

Se dai un’occhiata a Twitter sarà facile per te vedere chi è impegnato in conversazioni, perché i collegamenti, le risposte e i retweets sono evidenziati in blu, mentre il resto del contenuto è scritto in nero. Ora guarda gli accounts su Twitter della vostra azienda. Sono scritti in nero? Se è così sarà forse perché la società ha scelto il mezzo sbagliato? O si aspettano che nessuno risponda alle loro tweets (se si tenta di avviare conversazioni si ha paura che le persone possano rispondere)? O semplicemente l’azienda non ha il tempo di partecipare a tutto questo noioso avanti e indietro? Forse avrebbe dovuto scegliere un supporto diverso.
Lo stesso discorso vale per i blog, anche per quelli che non permettono di rilasciare commenti. Se non hai il tempo di leggere ciò che gli altri scrivono, rispondere o mettere link, allora non impegnarti in una conversazione, stai solo perdendo tempo.

7 – Rispondere/non Rispondere

Se sei in ascensore nel tuo edificio e qualcuno dice “buongiorno”, sarebbe scortese non rispondere. Se un collega ti manda una e-mail con delle riflessioni sul tuo lavoro, è buona pratica prenderla in considerazione e rispondere. Se qualcuno ti offre un drink in un bar, rispondere è una questione di educazione (e di riconoscenza). E se qualcuno ti grida qualcosa di offensivo mentre cammini per strada, è probabilmente saggio ignorarlo. I social media ti offrono le stesse opzioni: essere parte di una conversazione non significa rispondere sempre. Alcuni utenti dei social media hanno vincoli di tempo (anche se alcuni sono in grado di mascherarlo bene), e nella maggior parte dei casi gli approcci offensivi non meritano la vostra risposta. Nei social media come nella vita: devi essere tu a scegliere la tua lotta.

8 – Pettegolezzo

Hai trovato qualcosa di veramente divertente? C’è una domanda che pensi sia veramente interessante? Un post sul quale sei pienamente d’accordo o in disaccordo? C’è un contatto nel tuo elenco di indirizzi che pensi possa essere la persona giusta per l’azienda di un tuo amico che è alla ricerca di un nuovo Direttore della Comunicazione? Collegamenti e raccomandazioni sono all’ordine del giorno nei social media. Ma devi essere un linker saggio: se metterai un collegamento troppo di frequente, i tuoi lettori non seguiranno più i tuoi links, rendendoli inutili.

9 – Essere coerente
Gli obiettivi della vostra strategia nei social media devono corrispondere a quelli della vostra strategia globale di comunicazione, sia interna che esterna. Tieni a mente la varietà del pubblico e le loro differenti risposte al messaggio che vuoi lanciare e formulalo di conseguenza. Evita di vantarti di grandi entrate se stai riducendo il personale e fai attenzione ai contenuti che possono essere fraintesi in altri contesti culturali. Naturalmente ci sono tanti problemi di comunicazione che si possono affrontare e trattare, ma perché crearne di nuovi?

10 – Valuta

Infine, valuta come stai agendo. Riconosci la vostra azienda nella qualità di ciò che viene pubblicato? Com’è il feedback? Quali sono i numeri? È intaccata la vostra reputazione? E ogni volta che valuti, verifica: gli strumenti, le risorse, il tuo messaggio e la vostra strategia.

lunedì, gennaio 18, 2010

I media e l'adv fanno male alle imprese !!! MA CHI LO DICE

Chi lo dice è il professor Daniele Pittèri professore universitario, giornalista, scrittore, consulente insomma uno che in azienda alla macchinetta del caffè i colleghi definirebbero "cazzo quello lì si che ha le palle, è un grande", questa sarebbe la definizione dell'impiegato medio, di colui che fa quello che gli dicono di fare.

Chi fa quello che ha deciso di fare per passione e per fortuna, invece trova in Daniele Pittèri una persona che parla chiaro e ha una visione assolutamente precisa del mercato oggetto dei suoi studi, e la fortuna di capire la profondità delle sue parole che aimè per ora rimangono solo parole.

L'articolo è apparso su "l'impresa di comunicazione" settembre 2009 , anno VII n. 37, edito da Unicom (unione nazionale delle imprese di comunicazione). La prima volta l'avevo "visto" e capito l'importanza e, come spesso accade, l'ho appoggiato nella sezione della scrivania "cose importanti da leggere con attenzione". Il risultato è stato un decanta-mento pari a 3 mesi. Solo a gennaio una volta riordinata la scrivania è rispuntato (meno male).

Il concetto centrale dal mio punto di vista è molto semplice. La premessa farebbe felice Fulvio Zendrini, perchè parte dal perverso giro del fumo nel mondo dell'adv (come lo ha chiamato Pittèri) e dei media. Si perchè proprio il processo di vendita e di arricchimento personale delle over, dei dn e di quello che non si può dire ma viene fatto è il punto di partenza.

Ergo: meditate gente meditate, chi prova nuovi media oltre ad essere un ardito forse può trovare delle piccole miniere d'oro

domenica, gennaio 10, 2010

Una meraviglia poco conosciuta

Ogni tanto è bello scoprire luoghi meravigliosi come questo: www.fondazioneboschidistefano.it
Chi lo conoscerà dirà, fra sè e sè "si!!! bella scoperta, ma guarda sto ignorantone", per tutti gli altri (come sempre nessuno visto che scrivo per un pubblico che non esiste) potrebbe essere una piacevole informazione.

Mia mamma ha sempre sostenuto che Milano offre moltissimo e tantissimo "gratis"; concerti, mostre, corsi di tutto, basta informarsi bene e saper cercare.

Effettivamente oggi mi è venuta in mente mia madre. Navigando sul sito del turismo di Milano www.turismo.comune.milano.it e cliccando sulla zona 3 sono venuti fuori proprio 3 risultati, uno di questi era la "casa Museo Boschi Di Stefano" via Jan 15 (2° piano). Leggendo meglio mi sono accorto che è proprio dietro corso Buenos Aires una delle zone a maggior densità di shopping maniaci e che ahimè io conosco benissimo (ho anche abitato a poca distanza). Li c'è un patrimonio di opere meraviglioso, tenuto con amore e passione da persone che quando arrivi ti salutano e ti danno il benvenuto (mai visto in un museo) e salutandoti e ringraziandoti quando vai via. Più di 300 opere (delle oltre 2.000 raccolte dai coniugi Boschi - Di Stefano) del 900 che vantano Manzoni, Fontana, De Chirico e moltissimi altri. Non aggiungo altro se non, di nuovo, il link diretto al sito della casa museo www.fondazioneboschidistefano.it

have a nice day